I numeri dell'operazione
Il fabbisogno di cassa non è un numero solo: è una curva nel tempo. Si costruisce il piano di cassa dell'operazione, mese per mese, dal preliminare all'ultima vendita: da una parte le uscite — acconti, rogito, lavori via via certificati, oneri, interessi, commercializzazione — dall'altra le entrate — erogazioni del finanziamento, preliminari di vendita, rogiti.
Il numero che conta è il picco: il punto in cui le uscite accumulate superano al massimo le entrate accumulate. Quel picco è il capitale massimo che l'operazione assorbe, ed è il numero su cui si dimensionano capitale proprio e linee di credito. Un'operazione redditizia sul totale può morire lo stesso se il picco supera la cassa disponibile.
Contano le sfasature, non solo gli importi: il rogito d'acquisto si paga prima di qualunque erogazione; i lavori corrono per mesi prima delle prime vendite; gli stati di avanzamento si sbloccano dopo la certificazione, non quando le fatture scadono. Ogni sfasatura è cassa da anticipare.
Il piano di cassa va tenuto aggiornato per tutta l'operazione: un ritardo del cantiere o una vendita slittata spostano il picco, e accorgersene con tre mesi di anticipo permette di intervenire — rinegoziare, integrare, accelerare — mentre accorgersene a scoperto avvenuto lascia solo soluzioni costose. È lo strumento che distingue chi governa l'operazione da chi la subisce.
Il conto economico dell'operazione si costruisce dai documenti, non da un foglio da compilare. Sulla piattaforma C3P li carichi e il lavoro è già fatto: costi, ricavi, margini e fabbisogno di cassa arrivano ordinati, verificati incrociando anche dati pubblici e di zona, insieme ai rischi che quei numeri possono cambiare. Tu controlli e decidi; quando l'operazione regge, la porti a decine di finanziatori partner nella forma e nel momento che scegli.
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