I rischi da verificare
La verifica urbanistica parte dagli archivi del Comune: si ricostruisce la storia dei titoli dell'immobile — concessioni, licenze, permessi di costruire e varianti — e la si confronta con lo stato di fatto. Ciò che è stato costruito deve corrispondere a ciò che è stato autorizzato: ogni differenza è una difformità da classificare.
Il secondo fronte è il futuro: destinazione d'uso dello strumento urbanistico, vincoli paesaggistici o storici, servitù e previsioni che limitano il progetto. Un immobile regolare nel passato può non consentire l'intervento previsto: la verifica copre entrambe le direzioni.
Il lavoro lo fa un tecnico — geometra, architetto o ingegnere — con accesso agli atti e sopralluogo, e si chiude con un accertamento di conformità scritto. Il momento giusto è prima dell'offerta o durante la trattativa, condizionando il preliminare all'esito: dopo il rogito, ogni difformità scoperta è un costo senza controparte.
Questa pagina riguarda la verifica preventiva; se il problema è già emerso e va gestito — sanatoria, ripristino, trattamento nel prezzo — il percorso è quello descritto nella pagina sulle difformità urbanistiche. Il finanziatore ripeterà la stessa verifica in due diligence: un accertamento già fatto e allegato al dossier toglie alla pratica una delle sue incognite principali.
Ogni rischio di queste pagine è un fronte che la piattaforma C3P verifica da sé: carichi i documenti e l'analisi incrocia catasto, urbanistica, atti, ipoteche, dati societari e transazioni di zona, e restituisce in un quadro solo ciò che c'è e ciò che manca. Tu controlli e decidi; quando l'operazione è verificata, la porti a decine di finanziatori partner con un dossier che le verifiche le ha già fatte.
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