Valore e stima dell'immobile
Un terreno non vale per quello che è ma per quello che si può costruire: il metodo corretto è il valore di trasformazione. Si parte dal valore di mercato del prodotto edificabile — gli edifici che lo strumento urbanistico consente — si sottraggono tutti i costi per realizzarlo: costruzione, oneri di urbanizzazione, progettazione, costi finanziari, commercializzazione, e la remunerazione del rischio di impresa. Il residuo è il valore del terreno.
Lo stato urbanistico pesa quanto i numeri. Un terreno già edificabile con destinazione certa ha un valore; un terreno la cui edificabilità dipende da varianti o convenzioni da chiudere vale meno, della differenza tra certezza e speranza. Chi paga un terreno come se la variante fosse scontata sta comprando un rischio amministrativo a prezzo pieno.
Anche la capacità edificatoria va verificata con precisione: indici, vincoli, servitù, sagome, geologia. Il numero di metri quadrati realmente costruibili — e vendibili — decide tutto il conto, e non sempre coincide con quello raccontato dal venditore.
Per la finanziabilità il ragionamento si collega a quello generale sui terreni: il debito arriva quando il rischio urbanistico è alle spalle. Chi stima bene il terreno prima di comprarlo evita due errori simmetrici: pagarlo troppo, o scartare un'opportunità reale per prudenza mal riposta.
Prima di comprare conviene sapere se prezzo, costi e ricavi stanno in piedi. Sulla piattaforma C3P carichi i documenti dell'operazione e il lavoro è già fatto: il valore viene verificato incrociando comparabili, dati di zona, catasto e atti, insieme ai costi e agli altri rischi. Tu controlli e decidi; quando l'operazione è pronta, la porti a decine di finanziatori partner invece che ai due che già conosci.
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